Colloquio di lavoro in inglese: le domande, le frasi e come allenarti ad alta voce
Un colloquio in inglese mette alla prova due cose insieme: se sei la persona giusta per il lavoro e se sai spiegarlo in una lingua che non è la tua. Qui trovi le domande che compaiono in quasi ogni colloquio in inglese, cosa chiede davvero ciascuna, le frasi per quando ti manca una parola, gli errori tipici di chi parla italiano e come provare finché le risposte non vengono da sole.
Gratis: 1 simulazione di colloquio completa al giorno, senza carta.
Perché un colloquio in inglese sembra più difficile del lavoro stesso
Molte persone che conoscono l’inglese abbastanza per fare il lavoro trovano comunque il colloquio più difficile del lavoro. Quando leggi o scrivi hai tempo; al colloquio no. Costruisci le frasi in tempo reale mentre scegli cosa dire, osservi chi ti sta ascoltando e tieni d’occhio l’orologio.
Quasi mai la soluzione è studiare altra grammatica. È aver già detto ad alta voce, più volte, le risposte che contano, così che al colloquio tu stia ricordando, non traducendo.
Le domande più comuni in un colloquio di lavoro in inglese, e cosa chiedono davvero
Le parole cambiano, ma queste domande tornano in quasi ogni colloquio in inglese. Sotto ciascuna: cosa vuole sentire chi ti intervista e un modo per iniziare la risposta.
Tell me about yourself.
Parlami di te.
Non la storia della tua vita: circa due minuti su chi sei professionalmente e perché sei adatto a questo ruolo. Prima il presente, poi il passato, poi perché questo lavoro.
I'm a [role] with [X] years of experience in [field]. Most recently, I…
Why do you want to work here?
Perché vuoi lavorare qui?
La prova che ti sei informato sull’azienda e un motivo che la colleghi a quello che vuoi fare dopo.
What caught my attention was…
What are your strengths?
Quali sono i tuoi punti di forza?
Uno o due punti di forza che contano per questo lavoro, ciascuno con un breve esempio concreto.
One of my strengths is… For example, in my last role…
What is your greatest weakness?
Qual è il tuo punto debole più grande?
Consapevolezza di sé: un punto debole vero, non decisivo per il ruolo, e cosa stai facendo per migliorarlo.
Something I've been working on is…
Tell me about a time you faced a challenge at work.
Raccontami di una volta in cui hai affrontato una difficoltà sul lavoro.
Una domanda comportamentale. Rispondi con una sola storia vera: la situazione, cosa hai fatto tu e il risultato (il metodo STAR).
In my last job, we had a situation where…
Why are you leaving your current job?
Perché vuoi lasciare il tuo lavoro attuale?
Un motivo positivo e rivolto al futuro. Mai criticare il datore di lavoro attuale.
I'm looking for a role where I can…
Where do you see yourself in five years?
Dove ti vedi tra cinque anni?
Un’ambizione coerente con questo ruolo: vogliono capire se resteresti e cresceresti con loro.
In five years, I'd like to…
Why should we hire you?
Perché dovremmo assumerti?
Un riassunto in tre frasi: cosa chiede il ruolo, cosa porti tu, una prova che lo sai fare. Non ripetere tutto il curriculum.
You need someone who can… In my last role, I…
What are your salary expectations?
Quali sono le tue aspettative economiche?
Se rientri nel loro budget. Una forbice basata su una ricerca funziona meglio di una cifra secca.
Based on my research, I'm looking for something in the range of…
Do you have any questions for us?
Hai domande da farci?
Se sei davvero interessato. Tieni sempre pronte due o tre domande: un “no” suona come disinteresse.
What would success look like in the first six months?
I colloqui per un ruolo specifico aggiungono domande tecniche. La struttura di una buona risposta resta la stessa: prima il punto, poi un esempio concreto.
Frasi per quando ti serve un secondo
Chi è madrelingua le usa di continuo. Non sono un segno di inglese debole: è così che si parla mentre si pensa.
Per guadagnare tempo
- That's a good question. Let me think for a second.
Bella domanda. Fammi pensare un attimo. - Let me give you an example.
Ti faccio un esempio. - How can I put this…
Come posso dirlo…
Quando non hai capito la domanda
- Sorry, could you repeat the question?
Scusa, potresti ripetere la domanda? - Could you rephrase that, please?
Potresti riformularla, per favore? - Just to make sure I understand: you're asking about…?
Solo per essere sicuro di aver capito: mi stai chiedendo di…?
Quando ti manca una parola
- I'm not sure of the exact word in English, but it's when…
Non sono sicuro della parola esatta in inglese, ma è quando… - What I mean is…
Quello che intendo è…
Per chiudere una risposta
- …and that's how we solved it.
…ed è così che l’abbiamo risolto. - Does that answer your question?
Risponde alla tua domanda?
Gli errori più comuni degli italiani nei colloqui in inglese
Pochi riguardano la grammatica in senso stretto. Alcuni sono tipici di chi parte dall’italiano.
- Tradurre le risposte nella testa. In italiano una frase lunga, piena di subordinate, suona curata; tradotta in inglese diventa lunga e ingarbugliata. Prepara le risposte direttamente in inglese e tieni le frasi brevi: un’idea per frase.
- Cadere nei falsi amici. “Actually” vuol dire “in realtà”, non “attualmente” (che è “currently”). “Eventually” vuol dire “alla fine”, non “eventualmente” (“if needed”). “Sensible” vuol dire “assennato”, non “sensibile” (“sensitive”). In un colloquio cambiano il senso della frase senza che tu te ne accorga.
- Usare il presente con “since” e “for”. “I work here since 2019” ricalca “lavoro qui dal 2019”, ma in inglese serve il present perfect: “I’ve worked here since 2019” o “I’ve been working here for five years”. Al colloquio lo dirai spesso, quindi vale la pena provarlo.
- Calchi dall’italiano. “I’m agree” è “I agree”; “make experience” è “gain experience”; “I have 30 years” è “I’m 30”. Sono piccoli, ma in risposte che ripeti spesso si notano. Scrivi le tue frasi chiave e falle controllare una volta.
- La vocale in più alla fine delle parole. In italiano quasi tutte le parole finiscono in vocale, e a volte, sotto stress, spunta un piccolo suono in più dopo una consonante finale (“work-a”). Non è un dramma, ma parlando con calma e chiudendo bene le parole ti si capisce meglio.
- Imparare un copione a memoria. Un paragrafo memorizzato crolla alla prima domanda di approfondimento. Memorizza i punti e la prima frase di ogni risposta, non la risposta intera.
- Parlare troppo in fretta. L’agitazione ti fa accelerare, e un discorso veloce è più difficile da seguire con qualsiasi accento. Rallenta e fai una pausa tra un punto e l’altro.
- Dire sempre “we”. Chi ti intervista vuole sapere cosa hai fatto TU. Di’ “I” e tieni “we” per il risultato del team.
- Scusarti per il tuo inglese. Aprire con “sorry for my English” condiziona tutto quello che viene dopo. Il tuo inglese ti ha portato fino a questo colloquio. Rispondi e basta.
Come prepararsi a un colloquio di lavoro in inglese
- Prepara cinque storie in inglese. Un progetto, un problema, un conflitto, un errore, un risultato. Con una di queste puoi rispondere alla maggior parte delle domande.
- Raccontale ad alta voce, cronometrandoti. Circa due minuti per storia. Le risposte che sulla carta sembrano perfette, dette ad alta voce escono più lunghe e più vaghe.
- Impara le parole del tuo settore. Ruoli, strumenti, metriche e processi, in inglese, così non ti blocchi a metà frase a cercarli.
- Allenati con le domande di approfondimento. Chi ti intervista davvero chiede “why?” e “what exactly did you do?”. Sono le domande non preparate quelle in cui una seconda lingua pesa di più, quindi prova anche quelle.
- Fai una simulazione completa il giorno prima. Tutta in inglese, da “tell me about yourself” alle tue domande finali, così il colloquio vero è la seconda volta, non la prima.
Allenarsi a un colloquio di lavoro in inglese con l’IA
Colloqa è un selezionatore IA con cui ti alleni ad alta voce. Nel primo passo scegli l’inglese come lingua del colloquio; il resto dell’app può restare in italiano. Il selezionatore fa domande per il tuo ruolo o il tuo annuncio, approfondisce quello che hai detto davvero e alla fine ti dà un feedback.
Il piano gratuito è di 1 sessione completa al giorno, senza carta, in 12 lingue: fai il primo giro in italiano per mettere a punto i contenuti, poi i successivi in inglese.
Di’ le tue risposte in inglese prima che sia il colloquio a chiedertele: 1 sessione di allenamento completa al giorno è gratis.
Inizia un colloquio in ingleseColloquio di lavoro in inglese: le domande più frequenti
Prepara cinque storie vere in inglese (un progetto, un problema, un conflitto, un errore, un risultato), impara il lessico del tuo settore e ripeti ogni risposta ad alta voce più volte, meglio se con qualcuno che fa domande di approfondimento. Prima del colloquio vero, fai una simulazione completa in inglese.
“Tell me about yourself”, “Why do you want to work here?”, “What are your strengths and weaknesses?”, “Tell me about a time you faced a challenge”, “Why are you leaving your current job?”, “Where do you see yourself in five years?”, “Why should we hire you?”, “What are your salary expectations?” e “Do you have any questions for us?”.
In circa due minuti: il tuo ruolo attuale e la tua esperienza, uno o due risultati che contano per questo lavoro e perché ti candidi. Per esempio: “I’m a [role] with [X] years of experience in [field]. Most recently, I… I’m applying because…”.
Chiedi. “Sorry, could you repeat the question?” o “Could you rephrase that, please?” sono normali in qualsiasi colloquio. Rispondere a una domanda che non hai capito è molto peggio che chiedere una volta.
No. Chi ti intervista vuole capire se riesce a seguirti, non se hai un accento da madrelingua. Parlare con calma, fare pause tra un punto e l’altro e dare una struttura alle risposte conta molto di più.
Sì. In Colloqa scegli l’inglese come lingua del colloquio; un selezionatore IA ti fa domande per il tuo ruolo, approfondisce le tue risposte e alla fine ti dà un feedback. L’interfaccia può restare in italiano.
Il piano gratuito include 1 sessione completa al giorno, senza carta, in 12 lingue, inglese compreso.



